Biografia di Aldo Moro: la carriera dell’onorevole

Biografia di Aldo Moro: la carriera dell’onorevole

Le origini

Aldo Romeo Luigi Moro, nome all’anagrafe, nacque a Maglie in provincia di Lecce il 23 settembre 1916. Suo padre, Renato Moro, fu un ispettore scolastico, invece sua madre, Fida Stinchi, fu un’insegnante delle scuole elementari.

Percorso scolastico

Aldo Moro conseguì la maturità classica presso il Liceo Archita, a Taranto. Si laureò in giurisprudenza nel 1938 all’Università di Bari, con tesi riguardante “La capacità giuridica penale”. Appena laureatosi venne nominato assistente alla cattedra del suo professore universitario. Si differenziò subito dai suoi colleghi per una forte conoscenza della materia giuridica, ottime capacità di scrittura e di ragionamento, nonché una forte maturità intellettuale.

Le prime cariche

Nel 1939 fu eletto presidente nazionale della FUCI, Federazione Universitaria Cattolica Italiana, il cui compito fu quello di formare ed educare studenti su temi come politica, religione, filosofia, sociologia e molto altro. Mantenne il posto fino a quando nel 1942 fu chiamato durante la seconda guerra mondiale, seppur non ebbe un ruolo rilevante o di militare, quest’esperienza, come affermò lui stesso, contribuì alla maturazione del suo pensiero politico. Nel 1943 fondò a Bari “La Rassegna”, rivista che si occupò principalmente di discutere temi sulla politica dell’epoca.

I primi ruoli importanti

Nel 1944 si iscrisse alla Democrazia Cristiana e diventò già in poco tempo un punto di riferimento del partito. Nel ’45 Moro abbandonò la rivista “La Rassegna”, in quanto essa diventò marginale negli ambienti culturali che egli frequentò in quegli anni. Successivamente si dedicò alla rivista “Studium”, molto influente e popolare soprattutto negli ambienti cattolici. Nel 1946 venne eletto nell’Assemblea Costituente come rappresentante dei cittadini. Questo ruolo gli permise di entrare a far parte dell’assemblea che ebbe il compito di scrivere la nuova Costituzione italiana dopo la fine della guerra e del fascismo. Nel ’47 venne nominato professore di diritto penale all’Università di Bari. Nel marzo del 1948 gli fu conferito l’incarico di Filosofia del Diritto, di Storia e di Politica coloniale all’Università di Bari, ruolo che tenne fino al 1963, quando in quell’anno si trasferì alla Facoltà di Scienze Politiche, all’Università La Sapienza di Roma. Lì occupò la cattedra di Istituzioni di Diritto e Procedura Penale.

La svolta

L’8 maggio del ’48 fu eletto come deputato, ovvero rappresentante dei cittadini della zona di Bari e Foggia alla Camera dei Deputati. Il 23 dello stesso mese divenne sottosegretario al Ministro degli Esteri. Durante questo incarico ebbe il compito di gestire l’interazione dell’Italia con paesi esteri, in anni in cui la politica internazionale fu causa di numerose tensioni e vari conflitti. Nel ’53 venne incaricato Presidente del gruppo Parlamentare della Democrazia Cristiana, comunemente indicata con la sigla DC. Nel ’55 nominato Ministro di Grazia e Giustizia nel primo governo Segni. Nel ’56 eletto Consigliere Nazionale nella DC, raggiunse quindi uno dei ruoli dirigenziali del partito. Nel ’57 venne incaricato Ministro della Pubblica Istruzione, da quel momento si occupò di gestire il sistema scolastico nazionale. Nel ’59 fu eletto Segretario Politico della DC, uno dei ruoli di maggior rilievo del partito; partito che ebbe il compito di gestire l’Italia in quegli anni. Nel ’63 costituì il suo primo governo, di tipo centro-sinistra organico. Inoltre, nella stessa annata, diventò il Presidente del Consiglio dei Ministri e decise di sostenere e formare un’alleanza con diversi partiti: la Democrazia Cristiana, il partito di centro più forte in quel periodo; il Partito Socialista Italiano, partito di sinistra riformista; il Partito Socialista Democratico Italiano, partito di centro-sinistra moderato; e infine, il Partito Repubblicano Italiano, partito liberale di centro. Nel ’68 venne eletto alla camera dei deputati. Nel ’69 nuovamente nominato Ministro degli Esteri. Dal luglio del ’76 ricoprì la carica di Presidente del Consiglio Nazionale della DC.

La fine

Poi il 28 febbraio 1978, Aldo Moro tenne un discorso nel quale annunciò la sua volontà di formare il cosiddetto “compromesso storico”. L’obiettivo finale sarebbe stato quello di rendere più stabile il governo, alleando due partiti molto diversi fra loro, la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano. Probabilmente le Brigate Rosse vennero a conoscenza di questo possibile accordo e considerarono questo progetto come un tentativo di rafforzare lo Stato e il sistema politico che combatterono; decisero pertanto di colpire l’onorevole Aldo Moro.